Censimento online per le imprese che trattano RAEE

Il Centro di coordinamento rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Cdc Raee), ha creato, in adempimento al Decreto Legislativo 14 Marzo 2014 n. 19 , un registro online dove tutti gli impianti di trattamento ed i centri di stoccaggio di rifiuti elettrici ed elettronici avranno l’obbligo di registrarsi e di comunicare la quantita’ di rifiuti che trattano annualmente.

“L’iscrizione al portale – annuncia Fabrizio D’Amico, presidente del Cdc Raeeconsentira’ di fare un vero e proprio censimento degli impianti di messa in riserva e trattamento di questa particolare tipologia di rifiuti. Ancora piu’ importante sara’ la raccolta dei dati sui quantitativi trattati che, in aggiunta ai dati gia’ in possesso del Cdc Raee, permettera’ di avere una fotografia sulla situazione e sui trend di questo importante settore della green economy“.

In Italia, le strutture interessate al provvedimento sono un centinaio, e per loro il Cdc Raee ha creato una funzione ad hoc nel portale online che consente di iscriversi al registro in pochi semplici click e senza alcun onere. Per coloro che non si registreranno, invece, come si legge in una nota del Cdc, saranno previste sanzioni pecuniarie da 2.000 a 20.000 euro, e riceveranno una diffida ad iscriversi al piu’ presto. Nel caso l’iscrizione non avvenga nemmeno dopo la suddetta diffida, sara’ prevista la revoca dell’autorizzazione a trattare i rifiuti.

“La scelta di creare il Registro direttamente online – spiega Fabrizio Longoni, direttore generale del CdC Raee – fa parte della nostra cultura che, negli anni, ha permesso di semplificare al massimo gli aspetti burocratici della gestione dei Raee. Gli impianti di trattamento potranno perfezionare l’iscrizione in pochi click e, successivamente, comunicare i dati con estrema semplicita’. Questo ci permettera’ di averli disponibili in tempo reale e utilizzarli per le elaborazioni e per la reportistica, una parte importante del nostro lavoro”.

Le verifiche sugli impianti vengono poi affidate alle Regioni e alle Provincie, che, grazie al Registro, potranno pianificare le ispezioni con maggiore semplicita’.