RAEE: facciamo il punto

Dai dati presentati nel sesto Rapporto annuale elaborato dal Centro di coordinamento Raee sul sistema di ritiro e trattamento delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) emerge che nel 2013, in Italia sono state raccolte 225.931 tonnellate di Raee rispetto alle 800 mila prodotte. La contrazione del 5% rispetto all’anno 2012. Una delle cause del calo della raccolta dovuta alla contrazione del raggruppamento R3 (tv e monitor): un calo atteso vista la conclusione del passaggio al digitale terrestre che ha favorito la sostituzione dei vecchi televisori a tubo catodico tra il 2009 e il 2012.

Qualche segnale positivo lo si registra nel settore R5 (sorgenti luminose): la raccolta di lampadine a basso consumo ha segnato un +16% con oltre 1.905 tonnellate raccolte sul territorio nazionale gestite dal consorzio Ecolamp. Da questi rifiuti stato recuperato il 95% di materie prime seconde come plastica, vetro e metalli e sottratto alla dispersione nell’ambiente il mercurio contenuto. Viene da chiedersi se i risultati positivi siano solo frutto del corretto smaltimento oppure di una durata limitata delle lampadine a fluorescenza. (da Corriere della Sera, “Lampadine: cresce il recupero Bravi noi o durano di meno?” del 7/2/2014)

“Insieme alla presentazione del Rapporto, stato diffuso anche il dossier sui pirati dei Raee, realizzato insieme a Legambiente. un’approfondita indagine sull’illegalit nella raccolta dei Raee. Da una parte dipende dalle ecomafie, come abbiamo potuto verificare nelle regioni pi soggette a questo fenomeno, ha illustrato Stefano Ciafani, vice presidente di Legambiente, ma dipende anche dalla scarsa informazione sul conferimento dei Raee che arriva ai cittadini, da norme a volte che non aiutano chi vuole smaltire nel modo corretto e nella mancanza di centri di raccolta comunali. Dove questi sono attivi, abbiamo visto un aumento della raccolta autorizzata di Raee. In Italia la percentuale di Raee che sfugge al sistema legale arriva al 70%. Attorno al mercato legale, infatti, spiega Legambiente, prospera un fiorente mercato fatto di discariche abusive, traffici illeciti anche internazionali, inquinamento, truffe e criminalit ambientale che sfruttando il lavoro nero e la manodopera a basso costo, sottrae profitti all’economia legale, inquina i terreni, minaccia la salute pubblica e fa prosperare le ecomafie. Tra il 2009 e il 2013 in Italia sono state sequestrate quasi 300 discariche abusive di Raee concentrate soprattutto in Puglia (13,4%), in Campania (12,7%), Calabria e Toscana (11%). “ (da Corriere della Sera, “Alle Ecomafie piacciono i RAEE”del 19/3/2014)

Eco-Recuperi Srl
Elena Mazzoni