SISTRI: ultima ora!

 

Il Sistri partirà ufficialmente il 1° ottobre, ma le imprese sono sul piede di guerra. Al malcontento generale si aggiungono ora gli inviti di Trasportounito e Fiap ai trasportatori: non muoversi, non effettuare alcun trasporto a partire da quella data.
RICHIESTE E PERPLESSITA’ – Proprio ieri abbiamo raccolto alcune dichiarazioni da parte dei protagonisti del settore. Per Maurizio Longo, segretario nazionale Trasportunito, le aziende non devono pagare la cattiva gestione del problema e fare in modo che il ministero eviti le sanzioni rispetto alle condizioni contrattuali che ha sottoscritto. Il Sistri non funziona, dice Longo, e “bisognerebbe lavorare sulla mobilitazione delle merci in maniera intelligente, con un’attività di controllo che non pesi solo sulle spalle delle imprese, con costi, disservizi, mancanza di risposte”. La richiesta, come in molti casi, è quella della sospensione perché il sistema sia rivisto, mentre non si esclude la class action. Al momento si studia un’istanza individuale di rimborso e il team legale di Trasportounito assisterà le imprese. Anche Silvio Faggi, segretario generale Fiap, ritiene che il Sistri non funziona, ma ormai, dice, è tardi per discutere, si partirà il 1° ottobre. Tuttavia, non essendoci le condizioni tecniche per trasportare i rifiuti, scatta l’invito a non trasportarli affatto.
STOP AL TRASPORTO – Sia Longo che Faggi sono molto determinati e invitano i trasportatori allo stop. Longo sottolinea il disorientamento generale e anticipa che nell’istanza individuale già citata sarà messo in conto anche questo danno alla produttività. Faggi, da parte sua, spiega che non sarà possibile rispettare le norme del sistema, ma le prime 3 sanzioni non conteggiate da parte del ministero non possono rassicurare. Ecco perché l’invito è quello di non trasportare i rifiuti pericolosi, visto che non c’è nessun obbligo se tecnicamente non è possibile. “Non possiamo caricarci di un problema che è di altri e li trasporteremo solo se saremo in condizioni di farlo. A tre giorni dall’entrata in vigore è tardi per discutere. Faranno partire il Sistri, non funzionerà, non si potrà effettuare il trasporto dei rifiuti e la colpa ricadrà sugli autotrasportatori, che verranno accusati di averlo boicottato”, conclude Faggi.
 
QUALCUNO DIFENDE IL MINISTERO – Non tutti però si scagliano così a spada tratta contro il lavoro compiuto finora. Giovanni Maione, amministratore del forum permanente sui rifiuti Sistri Forum difende infatti l’operato del ministero dell’Ambiente: “Personalmente non vedo alcuna volontà di perseguire e sanzionare le aziende. L’attenzione del ministero, in questo momento, è focalizzata sulla corretta gestione del contratto con Selex. Il mio consiglio è di allinearsi entro il 1 ottobre ed attivare le procedure previste e, qualora ciò non fosse possibile per cause imputabili a terzi (dispositivi non consegnati, altri soggetti della filiera non pronti, mancanza di istruzioni operative,…) darne comunicazione tracciata, per esempio con PEC. Mettersi in regola ed attendere gli eventi”.
POSSIBILI CONSEGUENZE – E’ molto facile comprendere le ragioni delle imprese che in questi anni si sono lamentate e hanno protestato, minacciando anche azioni legali, a causa dei ritardi infiniti dell’entrata in vigore del sistema, dei ripensamenti delle istituzioni e, non per ultimo, il malfunzionamento cronico della piattaforma telematica e dei dispositivi elettronici necessari. Senza contare gli oneri a carico delle imprese stesse, finora non restituiti, e la necessità di adeguare la routine di lavoro alle novità. Ma cosa accade se si fermano gli autotrasportatori? Inutile dire che i rifiuti speciali resteranno fermi là dove vengono generati, nelle aziende produttrici. E cosa accade se l’inattività sarà lunga? Immaginiamo soltanto un’ipotesi purtroppo: il caos. Mentre il ministero ancora non si fa vivo.
Anna Tita Gallo

Sistri: gli autotrasportatori pronti allo stop per protesta, ma quali sono le conseguenze?

Il Sistri partirà ufficialmente il 1° ottobre, ma le imprese sono sul piede di guerra. Al malcontento generale si aggiungono ora gli inviti di Trasportounito e Fiap ai trasportatori: non muoversi, non effettuare alcun trasporto a partire da quella data.

RICHIESTE E PERPLESSITA’ – Proprio ieri abbiamo raccolto alcune dichiarazioni da parte dei protagonisti del settore. Per Maurizio Longo, segretario nazionale Trasportunito, le aziende non devono pagare la cattiva gestione del problema e fare in modo che il ministero eviti le sanzioni rispetto alle condizioni contrattuali che ha sottoscritto. Il Sistri non funziona, dice Longo, e “bisognerebbe lavorare sulla mobilitazione delle merci in maniera intelligente, con un’attività di controllo che non pesi solo sulle spalle delle imprese, con costi, disservizi, mancanza di risposte”. La richiesta, come in molti casi, è quella della sospensione perché il sistema sia rivisto, mentre non si esclude la class action. Al momento si studia un’istanza individuale di rimborso e il team legale di Trasportounito assisterà le imprese. Anche Silvio Faggi, segretario generale Fiap, ritiene che il Sistri non funziona, ma ormai, dice, è tardi per discutere, si partirà il 1° ottobre. Tuttavia, non essendoci le condizioni tecniche per trasportare i rifiuti, scatta l’invito a non trasportarli affatto.

STOP AL TRASPORTO – Sia Longo che Faggi sono molto determinati e invitano i trasportatori allo stop. Longo sottolinea il disorientamento generale e anticipa che nell’istanza individuale già citata sarà messo in conto anche questo danno alla produttività. Faggi, da parte sua, spiega che non sarà possibile rispettare le norme del sistema, ma le prime 3 sanzioni non conteggiate da parte del ministero non possono rassicurare. Ecco perché l’invito è quello di non trasportare i rifiuti pericolosi, visto che non c’è nessun obbligo se tecnicamente non è possibile. “Non possiamo caricarci di un problema che è di altri e li trasporteremo solo se saremo in condizioni di farlo. A tre giorni dall’entrata in vigore è tardi per discutere. Faranno partire il Sistri, non funzionerà, non si potrà effettuare il trasporto dei rifiuti e la colpa ricadrà sugli autotrasportatori, che verranno accusati di averlo boicottato”, conclude Faggi.

QUALCUNO DIFENDE IL MINISTERO – Non tutti però si scagliano così a spada tratta contro il lavoro compiuto finora. Giovanni Maione, amministratore del forum permanente sui rifiuti Sistri Forum difende infatti l’operato del ministero dell’Ambiente: “Personalmente non vedo alcuna volontà di perseguire e sanzionare le aziende. L’attenzione del ministero, in questo momento, è focalizzata sulla corretta gestione del contratto con Selex. Il mio consiglio è di allinearsi entro il 1 ottobre ed attivare le procedure previste e, qualora ciò non fosse possibile per cause imputabili a terzi (dispositivi non consegnati, altri soggetti della filiera non pronti, mancanza di istruzioni operative,…) darne comunicazione tracciata, per esempio con PEC. Mettersi in regola ed attendere gli eventi”.

POSSIBILI CONSEGUENZE – E’ molto facile comprendere le ragioni delle imprese che in questi anni si sono lamentate e hanno protestato, minacciando anche azioni legali, a causa dei ritardi infiniti dell’entrata in vigore del sistema, dei ripensamenti delle istituzioni e, non per ultimo, il malfunzionamento cronico della piattaforma telematica e dei dispositivi elettronici necessari. Senza contare gli oneri a carico delle imprese stesse, finora non restituiti, e la necessità di adeguare la routine di lavoro alle novità. Ma cosa accade se si fermano gli autotrasportatori? Inutile dire che i rifiuti speciali resteranno fermi là dove vengono generati, nelle aziende produttrici. E cosa accade se l’inattività sarà lunga? Immaginiamo soltanto un’ipotesi purtroppo: il caos. Mentre il ministero ancora non si fa vivo.

di Anna Tita Gallo

fonte: greenbiz.it