PILE E BATTERIE

Se oggi possiamo camminare al telefono, ascoltare la musica mentre siamo in autobus o lavorare al pc mentre siamo in treno, è perché sono state inventate le batterie che permettono ai device elettronici di funzionare anche senza essere attaccati alla presa elettrica. L’invenzione della batteria è stata rivoluzionaria e ci permette di svolgere tantissime azioni quotidianamente, risale al 1799 in cui viene realizzata la prima pila di Volta.

Le batterie sono dei piccoli contenitori capaci di immagazzinare energia attraverso particolari reazioni chimiche che avvengono al loro interno. Una pila permette di ricavare energia elettrica da una reazione chimica chiamata ossidoriduzione (o anche redox): una sostanza perde elettroni (si riduce) e li trasferisce a un’altra che li riceve (si ossida), trasportando una certa quantità di energia.

La batteria per come è stata costruita consente d’intercettare e sfruttare il flusso di elettroni tra le due sostanze. Questo flusso genera una corrente elettrica continua, il potenziale elettrico è funzione delle reazioni che vi avvengono. Una pila si scarica quando queste reazioni chimiche raggiungono lo stato di equilibrio.

Un insieme di più pile disposte in serie e/o parallelo (per aumentare i valori rispettivamente di tensione ai capi e/o corrente erogabile) prende comunemente il nome di pacco batteria.

Le varie batterie e pile essendo dei generatori o accumulatori di energia elettrica in caso di manomissione o uso incorretto possono provocare danni alla salute e all’ambiente, per cui su di esse vengono impressi simboli o diciture per ricordare che è da evitare in assoluto qualunque modifica o manomissione.

La produzione di pile e batterie richiede il consumo di molte risorse di un certo valore e spesso implicano anche l’impiego di sostanze chimiche pericolose, per questo è importante recuperare questi elementi, ove possibile, ricorrendo al riciclo delle loro componenti. Per questa ragione esiste una specifica rete di riciclaggio (in Italia regolamentata dal decreto legislativo 188 del 2008 che prevede sistemi collettivi e consorzi che raggruppano i produttori di pile e batterie, responsabili secondo la normativa della gestione dei rifiuti di questi prodotti) dedicata a recuperare dalle batterie usate parte dei materiali di maggiore tossicità e anche altri materiali di un certo valore riutilizzabili. È previsto che le batterie esauste siano differenziate dagli altri rifiuti, infatti i privati è preferibile che consegnino pile e batterie esauste presso le isole ecologiche del comune di appartenenza, le aziende devono smaltirle con il corretto codice EER/CER come rifiuti speciali appoggiandosi ad aziende autorizzate per il ritiro e il trattamento di questo rifiuto.

Un’indagine di Duracell™ ed ERP (European Recycling Platform) ha rivelato che una pila su tre viene buttata con ancora il 40% di energia disponibile al suo interno. Alcuni dispositivi ad alto consumo, ad esempio una macchina fotografica digitale, potrebbero smettere di funzionare quando la pila ha ancora disponibile il 60% della propria energia. Spesso rimane energia sufficiente per far funzionare un altro apparecchio con un minor bisogno di energia, come un telecomando o un orologio. (fonte: Duracell)

Esistono diverse tipologie di pile, elenchiamo le più utilizzate:

  • Alcaline – usano elettrodi di zinco e manganese-ossido con un elettrolite alkalino.
  • Al Piombo – Le batterie al piombo sono chiamate così per il materiale usato negli elettrodi (ossido di piombo e piombo) vengono usate nelle autovetture.
  • Nickel-cadmio – Oggi ristrette soltanto a specifiche applicazioni, per contenere i rischi d’inquinamento legati al cadmio che contengono, queste pile offrono eccellente resistenza a urti e vibrazioni.
  • Al Mercurio – La tecnologia delle pile al mercurio è stata sviluppata principalmente per pile del tipo “a bottone”, pericolose per l’ambiente e la salute per il mercurio altamente tossico (cessata la produzione).
  • Zinco– modelli Zinco-aria e Zinco-carbone.
  • Al agli ioni di litio – Si tratta delle batterie ricaricabili che troviamo nei nostri telefoni, nei computer e perfino nei veicoli elettrici. Le batterie al litio sono molto diffuse al giorno d’oggi. Si tratta delle batterie ricaricabili che troviamo nei nostri device portatili come: telefoni, computer, nei veicoli elettrici e anche negli strumenti di lavoro. Questa tipologia di batteria è molto efficiente, è in grado di erogare una quantità maggiore di energia nonostante le dimensioni e la leggerezza, in più è ricaricabile.
  • E altre…

Va ricordato che tutte le batterie contengono sostanze nocive che possono causare danni alla salute e all’ambiente.

Contengono però anche componenti che possono essere riutilizzati come litio, cobalto, nichel e rame, ecc. è infatti importante raccoglierle correttamente e in sicurezza quando sono esauste per riutilizzarne le componenti riutilizzabili e mettere in sicurezza correttamente gli elementi tossici.

Le batterie se smaltite correttamente vengono riciclate in modo sicuro e non sono più un pericolo per l’ambiente!

Noi di Eco-Recuperi abbiamo diversi servizi dedicati a pile e batterie ritiriamo le pile nel contenitore Eco-Box Pile che si può comodamente tenere in ufficio o in officina, il box è in polipropilene e può contenere fino a 25 kg di pile alcaline o non pericolose (EER 160604/160605). Si può richiedere un preventivo per l’Eco-Box PILE direttamente dal sito QUI.

Inoltre per pile e batterie al piombo, cadmio e altre tipologie pericolose abbiamo un servizio di ritiro scrupoloso che comprende raccolta e trasporto (con mezzi autorizzati) e avvio al trattamento finale presso impianto regolarmente autorizzato. Per richiedere un preventivo cliccare QUI.

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